kaw:

violettabellocchio:

“Tyrese fa ovviamente la fine del topo. Già nei video di Lady Gaga gli  uomini non stanno molto bene di default, ma qui bisogna capire in quante  fasi gliel’hanno detto, e usando quali argomenti. Senti, Tyrese,  sei un picchiadonne, odi i gay e in “2 Fast 2 Furious” facevi sembrare  Paul Walker Al Pacino, è il momento di dimostrare al mondo intero quanto  sei autoironico. Pillola rossa, pillola blu.”
(sorry i cannot hear you i’m kinda bu-sy, via)

“…Nel senso che è la stessa macchina. Ora la possiede Quentin Tarantino, e  lui l’ha prestata a Lady Gaga. Probabilmente  strillando “bella zia” e chiedendo il cinque alto a Eli  Roth.” X’D

kaw:

violettabellocchio:

“Tyrese fa ovviamente la fine del topo. Già nei video di Lady Gaga gli uomini non stanno molto bene di default, ma qui bisogna capire in quante fasi gliel’hanno detto, e usando quali argomenti. Senti, Tyrese, sei un picchiadonne, odi i gay e in “2 Fast 2 Furious” facevi sembrare Paul Walker Al Pacino, è il momento di dimostrare al mondo intero quanto sei autoironico. Pillola rossa, pillola blu.

(sorry i cannot hear you i’m kinda bu-sy, via)

“…Nel senso che è la stessa macchina. Ora la possiede Quentin Tarantino, e lui l’ha prestata a Lady Gaga. Probabilmente strillando “bella zia” e chiedendo il cinque alto a Eli Roth.” X’D

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violettabellocchio:

“Se un libro o un film hanno per protagonista un soggetto così, e se quel libro o quel film non trasmettono almeno parte della sua eccitazione a chi legge o guarda, vuol dire che l’autore ha fallito. (O che il lettore/spettatore MENTE.)”
(Rimozione da Tiffany: amiamo Jim Thompson, odiamo il post-femminismo cialtrone.)

violettabellocchio:

“Se un libro o un film hanno per protagonista un soggetto così, e se quel libro o quel film non trasmettono almeno parte della sua eccitazione a chi legge o guarda, vuol dire che l’autore ha fallito. (O che il lettore/spettatore MENTE.)”

(Rimozione da Tiffany: amiamo Jim Thompson, odiamo il post-femminismo cialtrone.)

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violettabellocchio:

“E così Mischa Barton ha fatto una puntata di Law and Order: Unità vittime speciali.”

(via)

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Restare insoddisfatti dalla recitazione di Nicolas Cage è come accogliere nel proprio tinello un negro con in mano una lancia e il piede su una tigre e poi lamentarsi perché ha fatto cadere il portacenere di Murano.
— Dolores Point Five, I 400 Calci (via violettabellocchio)
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the girl is back. rejoice!
“Ma Pacciani non sarebbe nulla, nulla, senza il contesto che gli ha permesso—fino a un certo punto—di portare avanti la sua missione con zelo religioso. Tutto attorno a Firenze, regno dei turisti giapponesi e delle borse taroccate da mezzo milione a botta, si stende una palude maligna. Quello che una volta si chiamava “il contado”, e oggi anche volendo non si potrebbe più guardare attraverso lenti colorate di rosa, sforzandosi di mettere a fuoco i mercati della domenica o le corse campestri, ignorando tutte le sacche di povertà e ignoranza. L’allucinante suburra che una certa sinistra italiana vorrebbe operaia e sorridente per semplici questioni di appartenenza regionale. Come se le percentuali bulgare raggiunte dall’ex PCI a Livorno potessero in qualche misura esercitare il loro influsso benefico su territori dove usanze quali infanticidio, ratto, stupro e matrimonio riparatore non sono mai state accantonate. I classici posti a cui, nel migliore dei casi, noi passiamo accanto in macchina mentre andiamo da un’altra parte.”
violettabellocchio:

“Ferri del mestiere”, ovvero la trionfale industria del Mostro parlato, come se si fosse nel 1994.
(via Vice magazine)

the girl is back. rejoice!

“Ma Pacciani non sarebbe nulla, nulla, senza il contesto che gli ha permesso—fino a un certo punto—di portare avanti la sua missione con zelo religioso. Tutto attorno a Firenze, regno dei turisti giapponesi e delle borse taroccate da mezzo milione a botta, si stende una palude maligna. Quello che una volta si chiamava “il contado”, e oggi anche volendo non si potrebbe più guardare attraverso lenti colorate di rosa, sforzandosi di mettere a fuoco i mercati della domenica o le corse campestri, ignorando tutte le sacche di povertà e ignoranza. L’allucinante suburra che una certa sinistra italiana vorrebbe operaia e sorridente per semplici questioni di appartenenza regionale. Come se le percentuali bulgare raggiunte dall’ex PCI a Livorno potessero in qualche misura esercitare il loro influsso benefico su territori dove usanze quali infanticidio, ratto, stupro e matrimonio riparatore non sono mai state accantonate. I classici posti a cui, nel migliore dei casi, noi passiamo accanto in macchina mentre andiamo da un’altra parte.”

violettabellocchio:

“Ferri del mestiere”, ovvero la trionfale industria del Mostro parlato, come se si fosse nel 1994.

(via Vice magazine)

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la decadenza morale di una città (narrata da violetta)

per ricordarci che in questa città (che poi è Milano fuckyeah!) i cazzo di showroom (and such) non sono sempre stati dei cazzo di showroom.

ma c’è stato un tempo che quelle pareti assolvevano a pregiati compiti sociali, tipo appunto cinema porno. prima che “ l’esplosione dell’home video, l’aumento degli affitti”, direi soprattutto la seconda, cambiasse tutto.

ed esplodesse la decadenza morale di questa città.

una memoria/racconto/indagine di Violetta Bellocchio. al solito un must.

‘Addio, Pornografo’ lo trovate qui.

I cinema della mia città di nascita sono ridotti al 30 % di allora.

Tsai Ming-Liang ha girato Goodbye Dragon Inn.

Ogni singola serie televisiva ha avuto una storyline legata al porno.

L’Astra, dove il giorno del mio diciottesimo compleanno ho visto Piccoli omicidi tra amici, è diventato un monomarca di Zara.

Il Gloria è un multisala con il bar, il Pasquirolo è chiuso e abbandonato. Bella fine per due capisaldi dello struscio omosessuale.

L’Excelsior, già trionfale dormitorio diurno per barboni, è diventato prima un multisala, poi un monomarca di I Limoni. (Credo. Non voglio controllare perché nel ’92 ci ho preso i pidocchi.)

Al posto del cinema hard di corso Lodi c’è un negozio Euronics. Al posto del Maestoso in piazzale Lodi non c’è niente.

La Philip Morris ha smesso di finanziare il restauro dei film.

Il Cielo di viale Premuda ha resistito più a lungo. Poi è stato demolito insieme a tutto il palazzo.

Le sale dell’Odeon dalla 7 alla 10 odorano di puledro.

Il cinema Astoria è stato sfrattato—o dimissionato, le fonti non vanno d’accordo—e al suo posto è nato un open space per le conferenze stampa. Hanno smontato lo schermo, buttato giù qualche muro, e al posto della cabina di proiezione c’è—oh, e chi se lo ricorda. E ci sono pure stata.

Hanno tenuto l’insegna.
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