per ricordarci che in questa città (che poi è Milano fuckyeah!) i cazzo di showroom (and such) non sono sempre stati dei cazzo di showroom.
ma c’è stato un tempo che quelle pareti assolvevano a pregiati compiti sociali, tipo appunto cinema porno. prima che “ l’esplosione dell’home video, l’aumento degli affitti”, direi soprattutto la seconda, cambiasse tutto.
ed esplodesse la decadenza morale di questa città.
una memoria/racconto/indagine di Violetta Bellocchio. al solito un must.
‘Addio, Pornografo’ lo trovate qui.
I cinema della mia città di nascita sono ridotti al 30 % di allora.
Tsai Ming-Liang ha girato Goodbye Dragon Inn.
Ogni singola serie televisiva ha avuto una storyline legata al porno.
L’Astra, dove il giorno del mio diciottesimo compleanno ho visto Piccoli omicidi tra amici, è diventato un monomarca di Zara.
Il Gloria è un multisala con il bar, il Pasquirolo è chiuso e abbandonato. Bella fine per due capisaldi dello struscio omosessuale.
L’Excelsior, già trionfale dormitorio diurno per barboni, è diventato prima un multisala, poi un monomarca di I Limoni. (Credo. Non voglio controllare perché nel ’92 ci ho preso i pidocchi.)
Al posto del cinema hard di corso Lodi c’è un negozio Euronics. Al posto del Maestoso in piazzale Lodi non c’è niente.
La Philip Morris ha smesso di finanziare il restauro dei film.
Il Cielo di viale Premuda ha resistito più a lungo. Poi è stato demolito insieme a tutto il palazzo.
Le sale dell’Odeon dalla 7 alla 10 odorano di puledro.
Il cinema Astoria è stato sfrattato—o dimissionato, le fonti non vanno d’accordo—e al suo posto è nato un open space per le conferenze stampa. Hanno smontato lo schermo, buttato giù qualche muro, e al posto della cabina di proiezione c’è—oh, e chi se lo ricorda. E ci sono pure stata.
Hanno tenuto l’insegna.